Giornata Mondiale dell’Ambiente – il punto della situazione

Only One Earth (solo una Terra). Questo è lo slogan del primo anniversario di questa ricorrenza proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1972.

UNEP

Il 5 Giugno del 1972, è anche la data in cui venne istituito il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP). L’UNEP è un’Agenzia specializzata dell’ONU che si occupa di monitorare le condizioni ambientali a livello internazionale e proporre strumenti e tecnologie agli stati membri del Programma.

Con questo articolo vogliamo cercare di fare il punto della situazione sulle politiche ambientali messe in atto, sulla situazione energetica e ambientale e su ciò che possiamo aspettarci dal futuro.

cosa è stato fatto fino ad oggi?

L’11 Dicembre 1997 nella città giapponese di Kyoto, viene redatto da oltre 180 paesi un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il surriscaldamento globale, il Protocollo di Kyoto. Il trattato è entrato in vigore il 16 Marzo 2005 ed è stato ratificato da 192 Stati. Il trattato prevede l’obbligo di ridurre le emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio, metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi, esafluoruro di zolfo) in misura non inferiore al 8,65% rispetto alle emissioni registrate nel 1985.

Dal 2011 più della metà della nuova capacità di generazione elettrica installata è basata su tecnologie rinnovabili.

A Doha, Dicembre 2012, è stato prorogato l’impegno preso con il protocollo di Kyoto sino al 2020 rimandando però al 2015 la stesura di un accordo vincolante.

SOURCE: UNFCC United Nations Climate Change)

Nel 2015 i paesi firmatari dell’Accordo di Parigi, si impegnano a mantenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali.

Le politiche di decarbonificazione, il progresso tecnologico e la rapida riduzione dei costi, hanno permesso una rapida penetrazione di fonti energetiche rinnovabili come solare fotovoltaico ed eolico nel mix energetico.

SOURCE: Irena

a che punto siamo?

IRENA (International Renewable Energy Agency) monitora e analizza i progressi in campo energetico dei paesi membri, fornendo supporto nella transizione verso un futuro, energetico ed ambientale, più sostenibile come stabilito dagli Accordi di Parigi.

Ogni anno pubblica un documento, chiamato Global energy transformation: A roadmap to 2050 , nel quale analizza gli avanzamenti tecnologici, le scelte politiche e i progressi di ciascun paese rispetto agli impegni presi.

Le immagini seguenti ad esempio, mostrano la domanda di energia Italiana diversificata per settore, le previsioni basate sul trend attuale, e le previsioni REMap (Renewable Energy RoadMap) ovvero gli obiettivi di ciascun Paese.

La prossima immagine invece, rappresenta graficamente il Mix Energetico Italiano (ovvero la generazione di energia suddivisa per fonte) al 2010 e rispetto alle previsioni REMap.

e ora? cosa dobbiamo fare per rispettare gli accordi di Parigi?

Per stare “ben al di sotto” dei 2 gradi centigradi di aumento delle temperature medie terresti entro il 2100, rispetto all’era preindustriale, l’impegno richiesto è notevole in quanto c’è una differenza stimata di circa 400 giga-tonnellate cumulative di CO2 per il periodo 2015-2050 tra lo scenario REMap e la situazione attuale.

emissione CO2 correlata all’utilizzo di energia

Per recuperare il disavanzo in produzione di CO2 e riallinearsi allo scenario che ci consentirebbe di tagliare le emissioni del 70% entro metà secolo, IRENA afferma che si debba puntare prevalentemente sulle fonti rinnovabili e sull’elettrificazione dei consumi di energia nei vari settori (industrie, edifici, trasporti …) come si evince dal secondo grafico.

Quest’ultima immagine ci permette di capire come stia evolvendo il contributo da ciascuna fonte energetica, e come questo contributo dovrà essere redistribuito al 2050.

mix energetico

cosa comportano l’elettrificazione e la decarbonificazione?

Le fonti rinnovabili presentano caratteristiche geografiche e tecnologiche profondamente diverse rispetto a quelle fossili e al nucleare. Sono illimitate e non geograficamente concentrate anche se utilizzabili a costi differenti in in differenti zone climatiche.

L’elettricità diventerà il principale vettore di trasporto dell’energia, con la conseguenza che meno energia sarà commerciata su grandi distanze. La produzione potrà essere maggiormente decentralizzata, con conseguenti implicazioni sui modelli di business, sul livello di controllo politico, sulla sicurezza delle infrastrutture sulla creazione di posti di lavoro e sull’equità sociale.

Questi cambiamenti implicheranno necessariamente un’evoluzione delle dinamiche di cooperazione e conflitto fra Stati produttori e consumatori, paesi di transito e attori politici ed economici.

EcoBonus 2019

Agevolazioni fiscali sul Risparmio Energetico

L’EcoBonus è un’agevolazione fiscale prevista per i contribuenti che sostengono spese per interventi di riqualificazione energetica su abitazioni residenziali, condomini o locali commerciali. L’agevolazione è concessa sotto forma di detrazione sull’Irpef se il contribuente è un privato cittadino, o sull’Ires se si tratta di un Impresa o Società.

La nuova legge di stabilità 2019 ha rinnovato il bonus per la riqualificazione energetica fino a Dicembre 2019.

Sono spese detraibili quelle sostenute per ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento e per migliorare le prestazioni termiche dell’involucro, come ad esempio la sostituzione di finestre o infissi, l’installazione di pannelli solari e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Il tetto massimo di spesa è:

  • 100.000 € per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti;
  • 60.000 € per interventi sull’involucro di edifici esistenti;
  • 60.000 € per l’installazione di pannelli solari;
  • 30.000 € per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

Le detrazioni sono concesse nella misura del:

  • 65% su interventi di riqualificazione energetica, come ad esempio la realizzazione di cappotti o l’isolamento termico di tetti o solai, a patto che venga ridotto il fabbisogno energetico secondo i valori contenuti nell’allegato A del D.M. 11/03/2008;
  • 65% installazione di pannelli solari;
  • 50% sulla sostituzione di infissi e schermature solari;
  • 65% sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una caldaia a condensazione di classe A con contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
  • 50% sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una caldaia a condensazione di classe A;
  • 0% sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una caldaia a condensazione di classe B .

come funziona?

La detrazione spettante si applica sull’imposta lorda IRPEF nel caso di privati cittadini o sull’IRES nel caso di società.

La detrazione per gli interventi effettuati, verrà divisa in un massimo di 10 quote di pari importo da dividere in 10 dichiarazioni dei redditi.

Per ottenere il beneficio fiscale, è necessario presentare:

  • Certificazione energetica dell’edificio (può essere omesso se l’intervento in oggetto è la sostituzione di infissi sul singolo alloggio, di pannelli solari o caldaie, pompe di calore o impianti geotermici)
  • Scheda informativa degli interventi realizzati;
  • Attestazione di corrispondenza dell’intervento ai requisiti indicati dalla legge
  • La suddetta documentazione deve essere presentata all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Scarica la guida alle agevolazioni sul risparmio energetico aggiornata a febbraio 2019.

Detrazioni Fiscali 2019

Bonus Ristrutturazioni 2019

La nuova legge di bilancio 2019 ha prorogato le detrazioni fiscali del 50% per gli interventi di restauro, manutenzione e messa in sicurezza degli immobili.

I contribuenti, per le spese sostenute e pagate con bonifico entro il 31 dicembre 2019, possono beneficiare della detrazione fiscale al 50% Irpef con un limite massimo di 96.000 € per ciascuna unità immobiliare oltre che per il bonus mobili ed acquisto elettrodomestici.

a chi spetta?

Il Bonus ristrutturazioni edili 2019 spetta a tutti i contribuenti che sono soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche residenti o non residenti in italia.

I soggetti aventi diritto al bonus sono:

  • Proprietari di Immobili;
  • Titolari di diritti di godimento sull’immobile;
  • Nudi proprietari;
  • Locatari e comodatari;
  • Soci di Cooperative;
  • Imprenditori individuali se l’immobili non è ad uso strumentale;
  • Familiare convivente con il proprietario dell’immobile (coniuge, parenti entro il terzo grado o affini entro il secondo grado

Hanno diritto alla detrazione anche i contribuenti che eseguono da soli i lavori di ristrutturazione sull’immobile. In questo caso la detrazione spetta solamente sulle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

quali sono gli interventi agevolabili?

I lavori ammessi alla detrazione sulle ristrutturazioni edili sono:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, qualora effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali;
  • installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo a batteria
  • ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • creazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune;
  • eliminazione barriere architettoniche;
  • interventi atti a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi;
  • bonifica dell’amianto e interventi contro gli infortuni domestici;
  • bonus videosorveglianza e misure di sicurezza;
  • lavori finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici.

Scarica la guida alle ristrutturazioni edilizie aggiornamento marzo 2019.

Scambio sul Posto

Lo Scambio sul Posto (SSP) è una forma di valorizzazione dell’energia immessa in rete dagli impianti di produzione da fonti rinnovabili come Fotovoltaico ed Eolico. Questo meccanismo è stato adottato in Italia fin dal 2009. E’ presente con il nome di “net metering” in quasi tutti i paesi che hanno deciso di incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda l’Italia, lo scambio sul posto è una convenzione (Delibera 570/2012/R/efr) che deve essere stipulata con il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e può essere applicato agli impianti di potenza non superiore a 500kWp (dal 2015, in precedenza era limitato a 200kWp).

Il vantaggio garantito dallo scambio sul posto consiste nella possibilità di valorizzare quella parte di energia elettrica prodotta dal nostro impianto che viene immessa in rete perché non consumata direttamente.

Normalmente, senza lo scambio sul posto, questa parte di energia andrebbe persa. Diversamente, lo scambio sul posto, attribuisce un valore a questa energia dato da un prezzo di vendita, e da un contributo di scambio (non vengono rimborsate una parte delle tasse).

A titolo illustrativo, di seguito un grafico rappresentante il principio di funzionamento dello scambio sul posto. (wikipedia.it)

principio di funzionamento dello Scambio sul Posto